Di draghi, principesse e cavalieri

Un nuovo post della serie Racconti d’Arte dedicata ai bambini. Qui trovi alcune semplici istruzioni su come leggere l’articolo ai tuoi bambini.

Vuoi ascoltare la storia anziché leggerla? Ecco qua il podcast con la mia voce narrante (non scordarti di seguirla con le immagini sotto gli occhi). Puoi ascoltare il podcast anche su Spotify e su iTunes.

Quando un drago incontra una principessa ecco arrivare l’immancabile cavaliere. Si chiama Giorgio e chi salva non è solo la bella fanciulla.

San Giorgio e il drago

Pisanello, San Giorgio e la principessa, Verona, Sant’Anastaisa

Questa è la storia di un drago. Un drago terribile che a un certo punto si trasferì a vivere in un lago presso la città di Selem, in Libia. Gli abitanti di Selem non erano mica tanto contenti che il drago avesse scelto proprio il loro lago come posto in cui vivere, perché oltre ad avere un alito puzzolente fuor di misura, il bestione ogni volta che usciva dall’acqua pretendeva di mangiare. Quando non gli bastarono più gli animali del bosco e ogni creatura che per caso passava da lì, cominciarono ad essere estratte a sorte vittime sacrificali: giovani uomini e giovani donne da mangiarsi in un sol boccone!
Questa storia è iniziata malissimo.
Proviamo a fermarci un attimo per capire meglio cosa sta succedendo?

Pisanello e la Legenda Aurea

Chi ha dipinto questa scena e perché si trova in una chiesa.

Hai guardato bene l’immagine? Si tratta di un dipinto molto molto grande che si trova in alto, sulle pareti di una cappella della chiesa di Sant’Anastasia a Verona. A dipingerlo è stato Antonio Pisano, un giovane pittore conosciuto come Pisanello. Nome e soprannome ci fanno sospettare che fosse nato a Pisa, vero? Lavorò però tantissimo nel nord Italia e soprattutto a Verona.
Nella chiesa di Sant’Anastasia dipinse la storia di San Giorgio, cioè un santo, cioè una persona talmente eccezionale da diventare santa. Cioè particolarmente importante per il mondo della chiesa. Ecco cosa ci fa un drago in una chiesa.
Questa storia (che è una storia è chiaro, vero?) all’epoca di Pisanello era molto famosa perché era una delle tante raccolte in un libro dal titolo Legenda Aurea, che raccontava le vicende di moltissimi santi.
E quella di San Giorgio comincia proprio così, con un terribile drago che si trasferisce a vivere nel lago di Selem. Proviamo a ricominciare?

Drago

Particolare con il drago

Il turno della principessa

Il drago è sazio ma ha bisogno di nuovo cibo, toccherà davvero alla principessa?

Guarda bene, questo è il drago. Un po’ mal ridotto perché il dipinto ha quasi seicento anni ed ha pure subito un trasferimento da una cappella a un’altra della chiesa (non una cosa da niente se pensi che è stato dipinto direttamente sul muro! non è proprio come spostare un quadro con la sua bella cornice). Il drago, dicevamo, si cibava di ogni creatura che passava da lì, infatti si vedono ossicini di varia natura e teschi umani…spaventoso!
Un giorno accadde che, estraendo a sorte la futura vittima del drago, toccò proprio alla giovane figlia del re, meglio nota come principessa, andare in pasto al terribile mostro.
Oggi le principesse si salvano da sole, non c’è alcun bisogno di cavalieri che intervengano in loro aiuto, questo lo sappiamo tutti. Ma se siamo tanto abituati ai cavalieri che corrono in soccorso delle principesse è perché una volta succedeva proprio così. E infatti ecco che arriva Giorgio, meglio noto come San Giorgio.

San Giorgio e la principessa

Particolare con San Giorgio e la principessa

Il biondo Giorgio e il suo cavallo bianco

Arriva il cavaliere pronto per il salvataggio. Con sorpresa.

Che San Giorgio era un cavaliere lo capisci bene dal suo aspetto: è ben corazzato e con la chioma bionda e ricciolina e soprattutto è dotato di un bel cavallo bianco che noi vediamo da tergo, cioè da dietro. Pisanello deve essersi esercitato tanto per disegnarlo così! È accanto alla principessa in attesa, vestita di un abito lungo con tanto di strascico e pettinata con un’acconciatura all’ultimo grido: a noi forse sembra piuttosto un casco su una fronte un po’ troppo spaziosa. Eppure quella era la moda.
Il piede sinistro di San Giorgio è già sulla staffa del cavallo perché è pronto a salire nuovamente in sella e diventare l’eroe della storia. Scommetto che hai capito da un pezzo cosa accadrà. Però c’è un però, non è un semplice salvataggio e se guardi bene scoprirai molte cose.

Una città da fiaba

Guardiamo insieme i dettagli che rendono la scena unica e straordinaria.

La respiri anche tu l’aria sospesa di tutta la scena? La principessa è in attesa, i cavalli sono in attesa, i cani sono in attesa, tutto il popolo radunato alle spalle di San Giorgio è in attesa; anche la città sullo sfondo è in una silenziosa attesa.
Sembra proprio la città di una fiaba, con il castello, le torri, le guglie, le cupole e tanti pinnacoli traforati come se la pietra fosse un merletto ricamato: anche questa è la moda del tempo, esattamente come l’acconciatura della principessa. E Pisanello è un efficace fotografo del suo tempo.
Vuoi dire che questa è una fotografia?! Ma certo che no! Voglio dire che Pisanello ha immortalato in questo dipinto lo spirito delle corti delle città dell’Italia del Nord di seicento anni fa, proprio come se fosse una fotografia.
Molte della parti del dipinto che oggi sono annerite una volta erano ricoperte d’oro e d’argento e rendevano ancora più preziosa e brillante tutta la scena. Per esempio l’armatura di San Giorgio, la bardatura dei cavalli e le armi.

Non il solito lieto fine

Perché il finale della storia non è proprio così liscio come ce lo immaginiamo.

Il drago ha i minuti contati insomma. Ma non credi che sarebbe davvero banale se San Giorgio uccidesse il drago salvando tutti e stop?
Infatti il cavaliere, che credeva tantissimo in Dio e pensava che anche tutta la città di Selem avrebbe fatto bene a fare la stessa cosa, non si lasciò sfuggire l’occasione. Montò a cavallo e con la sua lunghissima lancia ferì il drago, che diventò mansueto e innocuo come un agnellino. Lo legò al polso della principessa e tutti e tre insieme entrarono in città radunando la popolazione.
Prova a immaginarti la scena: un cavaliere a cavallo e una principessa che tiene un drago mezzo accecato per il guinzaglio. E Giorgio che dice: questo è il drago che vi teneva in pugno, io posso sconfiggerlo per liberarvi tutti, ma sarete veramente salvi solo se vi convertirete e crederete tutti nel mio Dio.
E così fu. E il drago venne finalmente e definitivamente sconfitto.

E tu? Conosci storie di draghi e principesse diverse dalle solite? Vuoi raccontarmele?


Per l’adulto che legge

Forse già conoscevi in parte questa storia. Il soggetto è molto popolare nella storia dell’arte, qui puoi guardare un video che raccoglie moltissime opere, ahimé senza didascalia.
Il dipinto murale di Pisanello si distingue dall’iconografia più comune perché si concentra sull’attimo prima dell’attacco al drago. Questo lo rende unico nel genere e rappresenta, come scrivo nel racconto, una straordinaria fotografia dell’immaginario cortese di inizio Quattrocento.
Se capiti a Verona non mancare di visitare Sant’Anastasia, la visione dal vivo è molto suggestiva perché è la sola a rendere la grandiosità dell’insieme (nel caso non ti scordare un piccolo binocolo! Il dipinto si trova parecchio in alto). Puoi intanto dare un’occhiata al bel sito web della chiesa con l’approfondimento sul dipinto di Pisanello e il tour virtuale (cerca la cappella Pellegrini, ma il dipinto non si vede bene, è troppo in alto).
Se vuoi avere maggiori informazioni su Pisanello ti consiglio per cominciare la voce dell’Enciclopedia dei ragazzi.
Un’ultima cosa: avrai forse notato che ho taciuto un particolare che sicuramente invece non sfuggirà ai bambini. Di fianco alla città si trovano due impiccati il cui significato non è chiarissimo (forse un’allusione alla giustizia terrena da mettere in relazione all’assassinio del committente o più semplicemente una prova dell’abilità di Pisanello nello studio dal vero). Lascio a te la patata bollente di spiegare con delicatezza chi sono e cosa fanno, io non conosco il vostro linguaggio e per certi temi è necessario qualcosa di più di un semplice saper parlare ai bambini :-)


Le foto sono di José Luiz – Opera propria, CC BY-SA 4.0, trovi il file originale qui.

24 commenti per “Di draghi, principesse e cavalieri

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