Pietro, Costantino, Silvestro: piccola storia di nomi grandi

Ecco il nuovo post della serie Racconti d’Arte dedicata ai bambini. Se vuoi essere sicuro di leggerlo nella maniera più corretta, trovi qui alcune semplici istruzioni.

Una lunga storia accorciata per essere raccontata: da una giornata di pesca a un altare di pietra, ecco le peripezie di un uomo di nome Pietro.

Interno della Basilica di San Piero a Grado (PI), foto di Monica Arellano -Ongpin, CC BY 2.0, File originale qui

Questa è la storia di un pescatore, non un pescatore qualunque e neanche particolarmente famoso per la sua abilità con le reti come Sampei. Va bene, forse per te Sampei non è veramente famoso, ma questo ci importa poco ora perché il nostro pescatore si chiama Pietro ed esercita la sua professione sul lago di Genesaret o Tiberiade.
Il mestiere di pescatore deve essere davvero faticoso perché ci si alza presto la mattina, a volte si lavora proprio di notte e soprattutto spesso si sta ore e ore in attesa dei pesci e questi, furbi, non arrivano mai. 

Pietro e Andrea chiamati da Gesù e Pietro cammina sulle acque, foto di Sailko, CC BY 2.5, Foto originale qui

Di pesci e di laghi e altre storie

Cosa ci fanno tanti pesci in un lago e chi sono i protagonisti della nostra storia.

Sono giorni, anzi notti, che Pietro con il suo compare Andrea esce al largo con la barca, getta le reti per pescare e aspetta. Aspetta tanto, tutta la notte e al mattino, quando ritira le reti, dentro non c’è nulla: non una trota, né una carpa, figurarsi un luccio. 
Una mattina di queste ecco comparire Gesù – lui sì che è famoso, protagonista di così tante storie! – che sulle rive del lago sta parlando con un sacco di gente, raccontando soprattutto di suo padre, Dio, come fa ogni volta che ne ha l’occasione. Addirittura chiede a Pietro di salire sulla sua barca perché da lì tutti lo possano sentire meglio.
Lo vedi Gesù qui sopra? Sta in piedi sulla sinistra e ha la mano destra sollevata per benedire Pietro e Andrea davanti a lui. Loro sembrano un po’ impauriti perché è appena successa una cosa incredibile e sono ancora un po’ scossi. Hanno appena lasciato la loro barca in mezzo al lago, davanti a quella di alcuni colleghi e se guardi l’acqua noterai che i pesci non sembrano mancare, anzi, sono tantissimi!
Ebbene, è successo che Gesù ha proposto a Pietro e Andrea di andare al largo con la barca e gettare le reti. Loro ovviamente, con gran rispetto ma anche un po’ perplessi, gli hanno risposto: “Guarda che è tutta la notte che siamo in mezzo al lago, di pesci neanche l’ombra”. E secondo me tra sé e sé hanno anche pensato “Ecco, ora arriva lui con l’idea geniale, crede di risolvere qualche problema?!”. Certamente se lo avessero detto a voce alta Gesù avrebbe risposto di sì, perché in effetti insiste e Pietro e Andrea vanno al largo con la barca, gettano le reti e quando le tirano su si ritrovano a fare una fatica bestiale da tanto che sono cariche di pesci! Ce ne sono così tanti che altri pesci continuano a sguazzare indisturbati nell’acqua.

Capirai bene che Pietro e Andrea sono sconvolti e in mezzo a tutto questo stupore Gesù propone loro di seguirlo e diventare così pescatori di uomini, cioè fare quello che fa sempre lui: viaggiare e parlare a tutti di Dio.

Quando Pietro approdò a Pisa

Dove si trovano queste storie e come proseguono le vicende di Pietro.

E qui cominciano le avventure di Pietro, raccontate dai libri del Vangelo e da tantissime immagini come questa, che si trova sulle pareti di una basilica di nome San Piero (o Pietro) a Grado. Se abiti a Pisa e hai passato l’estate al mare chissà quante volte ci sei passato accanto!
Questi dipinti come vedi sono un po’ scoloriti perché sono stati fatti più di 700 anni fa, può capitare che in così tanto tempo si sbiadiscano o si cancellino un po’. Ci raccontano le storie di Pietro perché la basilica, cioè la chiesa, è dedicata proprio a lui: secondo la leggenda Pietro è approdato sulle coste di Pisa nel 44 d.C. in questa località chiamata Grado, dove all’epoca esisteva uno scalo del fiume Arno.

Le avventure di Pietro proseguono proprio nell’immagine accanto a quella appena osservata, dove vediamo ancora altri pesci nel lago e una barca con tante persone sopra: sono Gesù e i suoi amici, li riconosciamo perché hanno tutti l’aureola in testa, quella specie di raggio luminoso raffigurato come un cerchio che troviamo sempre dietro le teste dei santi.
In primo piano si vedono altre due aureole (il resto dei corpi è piuttosto malmesso), sono quelle di Gesù e di Pietro che stanno camminando sull’acqua. Non dentro l’acqua, proprio sopra! Come se l’acqua fosse un pavimento: è uno dei tanti miracoli di Gesù, come quello della pesca miracolosa che hai appena letto. Ogni tanto Gesù voleva dimostrare a sempre più persone che potevano credere in lui e per essere efficace cercava di stupirli con effetti speciali. Wow! Questo dell’acqua deve essere stato specialissimo, prova a immaginarlo!

Pietro e Paolo nel cimitero di San Sebastiano e Sogno di Costantino, foto di Sailko, CC BY 2.5, file originale qui

Tra pozzi e copertine

La lunga storia di Pietro e le sue peripezie con Paolo.

Le vicende di Pietro sono davvero lunghe e se vai dentro la chiesa di San Piero a Grado ti puoi divertire ad osservarle tutte: dovrai guardare in alto sopra le colonne e poi proseguire da sinistra verso destra. Però come ti ho detto molte scene non si vedono bene e per questo non te le racconto tutte e salto a pié pari quasi alla fine, quando Pietro insieme all’amico Paolo viene posto, ormai morto, nel cimitero di San Sebastiano. 
In effetti sono successe tantissime cose: Gesù è morto e Pietro ha iniziato a darsi da fare come pescatore di uomini, ha conosciuto un sacco di persone, ha fatto miracoli, ha viaggiato e alla fine, come tutti, è morto, così come il suo amico Paolo, un altro santo che spesso viene ricordato insieme a lui. Qui sopra li vedi mentre, avvolti in una coperta come due gemellini appena nati, vengono spostati da un pozzo, dove i loro corpi erano stati nascosti, per essere più degnamente sepolti in una tomba vera e propria.
E quindi se sono morti e sepolti la storia sarà finita?

Storie di sogni

Pietro e Paolo fanno visita all’imperatore…in sogno!

Immagini bene, la storia non è finita. Se torni su, accanto a Pietro e Paolo che vengono sepolti troviamo un personaggio nuovo sdraiato a letto con una bella coperta rossa. Sulla testa non ha l’aureola ma una corona, dunque non è un santo ma un re, anzi ad essere più precisi è Costantino, l’imperatore dell’Impero Romano, niente meno! Guardalo bene: è vero, è l’imperatore e quindi sarà ricco e potente, eppure il suo viso e le sue mani sono chiazzati di tante macchioline rosse. È la lebbra, una malattia terribile che non lascia scampo. 
Costantino è affranto e disperato, qualcuno gli ha suggerito di immergersi nel sangue di tremila bambini per guarire, ma fortunatamente le grida delle madri di questi bambini gli hanno fatto cambiare idea. Dunque che fare?

Di notte, durante il sonno, gli appaiono due figure dotate di aureola che dicono di essere San Pietro e San Paolo: li vedi in piedi accanto al letto dell’imperatore. Entrambi lo benedicono con le loro mani e gli suggeriscono di rivolgersi a papa Silvestro, che battezzandolo potrà salvarlo da morte certa.

Papa Silvestro mostra i ritratti di Pietro e Paolo a Costantino e Inizio della costruzione della basilica di San Pietro, foto di Sailko, CC BY 2.5, file originale qui

Sono loro!

Costantino riconosce i volti di San Pietro e San Paolo: il sogno era vero!

Tu che avresti fatto al posto dell’imperatore? Costantino non crede in Dio e quindi per lui il papa è la guida di una religione che non gli appartiene, anzi, il suo impero è sempre stato avverso a questo credo e ha fatto del male a moltissime persone che lo seguivano.
Eppure decide di chiamare Silvestro, probabilmente si dice che non ha molto da perdere, e racconta al papa: io ho sognato questi due uomini che dicevano di essere San Pietro e San Paolo, ma come faccio ad essere certo che fossero proprio loro? Silvestro ha la risposta pronta e mostra all’imperatore il ritratto dei due santi: guarda un po’, in questa scena li sta proprio indicando a Costantino che, seduto sul suo trono con i piedini penzoloni, stende il braccio davanti come per dire “sono proprio loro!”.

Dunque è fatta: l’imperatore è convinto e si fa battezzare, cioè decide di diventare anche lui cristiano, per credere in Gesù, Dio e tutte le storie che qui ti racconto. E funziona! Costantino guarisce dalla lebbra.

Mastri costruttori al lavoro

Ecco il ringraziamento per la guarigione: l’edificazione della basilica di San Pietro.

Come ringraziare dunque il papa, Dio e tutto il popolo di credenti per questa miracolosa guarigione? Far costruire la basilica più importante della cristianità, dedicata al santo apparso in sogno: la basilica di San Pietro a Roma!
Può darsi che tu l’abbia visitata una volta nella vita o forse ne hai sentito parlare. In realtà quell’enorme e famosissima chiesa che c’è oggi a Roma non è la stessa fondata da Costantino, perché nel tempo è stata ingrandita e modificata. E poi questa, come sempre, è una storia che ti racconto, piena di elementi fantasiosi e non reali (ma non me li invento io, sono tante le versioni di queste storie raccontate sui libri, io mi limito a riferirtele).
E quindi nell’immagine accanto trovi papa Silvestro (hai presente il 31 dicembre, la notte di San Silvestro? ecco, è lui Silvestro! e infatti porta l’aureola) che benedice il cantiere e Costantino che gli mostra i lavori: un tagliapietre è seduto su una cesta rovesciata, intento a battere con martello e scalpello un blocco di marmo, due operai ruotano una carrucola per sollevare qualche peso e in alto altri due muratori costruiscono una parete armati di cazzuola. Un cantiere in fermento!

Ah! Hai notato che nel frattempo anche a Costantino è spuntata l’aureola?

Papa Silvestro consacra la basilica di San Pietro, foto di Sailko, CC BY 2.5, file originale qui

La fine della storia

La basilica è ultimata e papa Silvestro la consacra.

Bene! Tutto è pronto e la grande basilica è ultimata, non resta che consacrarla, facendole ricevere una speciale benedizione da parte del papa. San Silvestro è felice e soddisfatto con la sua mazza in mano al centro della scena, dietro all’altare, pronto a benedirlo circondato da tutte le autorità ecclesiastiche, cioè i più importanti uomini della chiesa. A sinistra Costantino sorridente, con le mani sollevate, forse sta pensando “ecco qua, guarda che bel lavoro ho fatto fare!”.

Se ti stai chiedendo che c’entra questo finale con il nostro Pietro la risposta è semplice: secondo la tradizione il suo corpo si trova proprio sotto l’altare di San Pietro a Roma, come spesso accadeva quando si intitolava una chiesa a un santo. E qui a San Piero a Grado trovi tutta la sua storia, da quando diventa un seguace di Gesù fino al suo solenne riposo in terra consacrata. 
Se vai vederla di persona me lo racconti?


Per l’adulto che legge

Il ciclo di storie di San Pietro si deve a un pittore lucchese, Deodato Orlandi, che lo realizzò in occasione del primo Giubileo indetto da Bonifacio VIII nel 1300. Sopra le storie di Pietro trovi le Mura della città celeste da cui si affacciano angeli e santi e in basso invece, proprio sopra le colonne, i ritratti dei papi.

La basilica di San Piero a Grado è di età romanica e la prima cosa che ti stupirà nel visitarla è che non ha una facciata, probabilmente andata distrutta in occasione di una piena dell’Arno, ma solo absidi ad entrambe le estremità. Il suo interno invece è piuttosto spoglio per via di restauri novecenteschi un po’ troppo invadenti: essendo la chiesa di origini romaniche, si ritenne opportuno all’epoca eliminare tutti gli interventi successivi al medioevo e dunque sono stati demoliti tutti gli altari di età barocca (che spesso invece si vedono in altre chiese di età medievale e sono le tracce del tempo e della storia su questi edifici, un’autentica bellezza da preservare e ammirare).

Se vuoi maggiori informazioni sulla basilica puoi leggere una breve guida di Pisa Today, dove troverai alcune curiosità e una descrizione più dettagliata dell’insieme, mentre per una bella carrellata di foto puoi guardare questa galleria su Flickr.

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