Un fumetto in una porta: Bonanno e la cattedrale di Pisa

Ecco il primo post della nuova serie Racconti d’Arte dedicata ai bambini. Se vuoi sapere nel dettaglio di cosa si tratta ed essere sicuro di leggere l’articolo nel modo migliore, ti consiglio di seguire le semplici istruzioni che ho raccolto qui.

Una storia sotto forma di fumetto si snoda su una porta della cattedrale di Pisa: a realizzarla è stato un artista di nome Bonanno e oggi te la racconto.

Porta di San Ranieri di Bonanno Pisano

La porta di San Ranieri nella Cattedrale di Pisa – Foto di Sailko, CC BY-SA 3.0, trovi il file originale qui

Questa è la storia di un bambino, un bambino così famoso che la sua nascita è stata raccontata nei più svariati modi e da duemila anni continuiamo a ricordarla quando è Natale. Perché allora raccontarla ancora una volta? Per giunta è una storia davvero lunga, a un certo punto il bambino cresce e da grande vive così tante avventure che continuano ad essere ricordate.
La risposta è semplice: questa volta è narrata in modo speciale e se ti piacciono i fumetti ti consiglio di metterti comodo, perché sembra proprio una storia a fumetti.

Guarda bene:
tutti i riquadri contengono parole che ci aiutano a capire meglio le scene; anche se non trovi scritti i dialoghi tra i personaggi, puoi leggere una specie di didascalia dell’immagine, che però è scritta in latino. La cosa strana è che tutte queste scene si trovano su una porta. Un’enorme porta della cattedrale di Pisa, quella bella chiesa bianca in piazza dei Miracoli, proprio accanto alla famosa torre pendente, ed è tutta di bronzo. A realizzarla è stato un giovane scultore di nome Bonanno più di 800 anni fa!

Quando ti ci ritrovi davanti però è facile perdersi un po’, proprio perché è molto grande, ma se ti avvicini e non ti lasci intimorire – cominciando dalle foto che trovi qui – potrai notare che tutto il contorno della porta, divisa nei due battenti, è profilato da una specie di corda che corre lungo tutti i margini e agli angoli è inghiottita da teste di animali simili a leoni senza criniera. Che buffi! In più tra un riquadro e l’altro, in tutto 24, ci sono tante rosette che sembrano decorative e in realtà nascondono i chiodi che fissano il rivestimento di bronzo alla porta di legno, completamente ricoperta e quindi invisibile.

Ti va di cominciare a raccontare la storia? Siccome come ti dicevo prima è un po’ lunga e ho paura di annoiarti, ho pensato di soffermarmi solo sulle prime scene, finché il nostro protagonista è bambino. Seguiamo il filo dal basso verso l’alto e da sinistra verso destra (saltando i due rettangoli con personaggi tra le palme che si trovano in basso perché non fanno propriamente parte della storia).
Pronti? Via!

Annunciazione – Foto dell’autrice – CC BY 4.0

Notizie inattese e abiti alla moda

Ecco qui in basso a sinistra una donna dentro una specie di casetta tra due colonne e un tetto a cupola, indossa una veste a pallini e dietro di lei c’è un sedile (sì lo so che non sembra): lei è Maria ed è seduta su quel sedile mentre intimorita guarda fuori della casa dove un angelo la sta salutando. L’angelo ha in mano un bastone, con la destra solleva due dita proprio in segno di saluto e le sue grandi ali e il panneggio della sua veste svolazzante (a pallini anche questa, si vede che andava di moda) ci dicono che è appena atterrato. “Buongiorno Maria! Tu sei piena di grazia” dice l’angelo. E aggiunge anche una notizia abbastanza scioccante per lei: sta per avere un bambino! Quel bambino è già nella sua pancia e ancora non lo sa nessuno, bella responsabilità per una ragazza davvero giovane (pare che avesse una quindicina d’anni) e per giunta senza marito!

Visitazione – Foto dell’autrice – CC BY 4.0

Una delle prime cose che decide di fare Maria è di dirlo a sua sorella e siccome a quel tempo non esistevano i telefoni e nemmeno le videochiamate o le chat, ma neanche i treni o le auto, le tocca mettersi in cammino a piedi per arrivare nella città vicina, ed è lì che ad attenderla trova la sorella Elisabetta: puoi guardarle mentre si abbracciano dentro una casetta simile a quella di Maria.

Natività e adorazione dei Pastori – Foto dell’autrice – CC BY 4.0

Finalmente musica e riposo

Il tempo passa e arriva il momento della nascita di Gesù, il figlio di Maria: eccoli nel primo riquadro del battente destro in un’immagine che racconta tante cose. C’è una specie di grotta fatta ad arco, Maria è sdraiata perché ha appena partorito ed è molto stanca, accanto a lei c’è la culla che contiene il bimbo con la testolina sporgente e altre due testoline non umane, il bue e l’asino che con il fiato lo riscaldano, a me sembrano così buffe! Sulla destra è seduto Giuseppe, il marito di Maria (che nel frattempo si è sposata); sembra molto stanco anche lui, ha camminato tanto per trovare un posto dove fermarsi. Sulla sinistra invece ci sono due donne che stanno preparando il bagnetto di Gesù, la vedi la vaschetta?
E sopra l’arco della grotta cosa c’è? Alcune pecore in attesa – un po’ consumate perché devono averle accarezzate in tanti – che accompagnano i pastori in piedi a sinistra: sembrano dei giganti rispetto alla famiglia nella grotta. Davanti a loro due angeli li stanno avvisando della nascita di Gesù: “guardate che è nato un bambino speciale!” E i pastori allora suonano festosi il flauto e si avviano per andare a trovarlo, proprio come succede in tutti i presepi. Ne hai mai visto uno?

Adorazione dei Magi – Foto dell’autrice – CC BY 4.0

Celebrità e …

Nel riquadro accanto, altri tre visitatori illustri si incamminano verso la grotta: sono i re Magi a cavallo che si arrampicano sopra un pendio e già salutano con la mano destra. Sembrano fermi, in realtà stanno andando al galoppo e ce lo suggerisce il mantello del primo re a sinistra, guarda come è sollevato in alto, come la veste dell’angelo della prima scena con Maria. Se aguzzi bene la vista e ti avvicini scoprirai però che sotto i Magi c’è qualcun altro: sono un uomo e una donna, tutti nudi, che prima parlano con un serpente arrotolato attorno a un bastone, poi mangiano, guardandosi, una mela e infine scappano via con una picozza sulle spalle cacciati da un angelo. Sono Adamo ed Eva, il primo uomo e la prima donna sulla terra secondo il racconto della Bibbia, che vengono ingannati dal diavolo trasformatosi in serpente, mangiano un frutto che era stato loro proibito e per questo vengono cacciati dal Paradiso Terrestre dove vivevano e da allora in poi sono costretti a lavorare per procurarsi da mangiare. Cosa c’entra questa storia con la nascita di Gesù? Sempre secondo la Bibbia, Adamo ed Eva hanno commesso un peccato che chiamano peccato originale e riguarda tutti noi, cioè è come se ciascuno di noi avesse commesso quel peccato, per questo Gesù sarebbe stato mandato da Dio sulla terra, per permetterci di vincerlo e avere la meglio sul male.

Presentazione di Gesù al tempio – Foto dell’autrice – CC BY 4.0

… una visita al tempio

Saliamo al piano superiore e troviamo a sinistra la prima scena con Gesù tenuto in braccio dalla mamma, accompagnata da Giuseppe con due colombe in mano. Stanno entrando nel tempio, o meglio Maria e Gesù sono praticamente dentro, ma è talmente piccolo, con quelle colonnine sottili e quel tettuccio in miniatura con una grande lampada centrale pendente, che tutti quanti non ci stanno. Sono lì perché era obbligatorio presentare al tempio tutti i figli maschi nati da poco, portando un’offerta che in questo caso è costituita dalle due colombe di Giuseppe. Insieme a loro c’è il sacerdote con la lunga barba, il padrone di casa in pratica, e una donna anziana che legge nel futuro di Gesù.

Fuga in Egitto – Foto dell’autrice – CC BY 4.0

Ancora un viaggio

Già è tempo di un nuovo viaggio per Maria, seduta sull’asino con il piccolo in braccio, e l’instancabile Giuseppe, che cammina e cammina con la borsa a tracolla, un bastone in mano e l’altro sulla spalla per portare le poche vesti. Stanno fuggendo verso l’Egitto, se provi a leggere la scritta sopra di loro troverai proprio queste parole Fuge in Egiptum. Andranno a farsi una vacanza? Non proprio. E il fatto stesso che stiano fuggendo ce lo suggerisce: se osservi la scena successiva scoprirai perché.

Strage degli innocenti – Foto dell’autrice – CC BY 4.0

Re poco regali

Re Erode, con un’alta corona sulla testa e una lunga barba sul mento, è seduto su un piccolo trono dentro il suo palazzo (anche se sembra la solita casetta con due colonnine) e con la mano sollevata assiste a uno spettacolo per noi raccapricciante che ha ordinato proprio lui: un soldato solleva una lunga spada per uccidere tutti i bambini al di sotto di un anno di età e una mamma dalle lunghe trecce sulla destra si mette le mani nei capelli, temendo per il suo bambino. A Erode era giunta voce che un bambino appena nato sarebbe diventato il nuovo re, non aveva capito che si parlava di un re dei cieli e non della terra, e temendo un rivale decise di far uccidere tutti i bambini, pensando in questo modo di uccidere anche Gesù. Ma il solito angelo avvisa Maria e Giuseppe, che per questo si mettono in viaggio verso l’Egitto, proteggendo e salvando il loro piccolo, come ogni genitore tenta di fare con i propri bambini.


Che ne dici di questa storia? La conoscevi tutta? Mi fermo qui, prima di quell’immagine con un Gesù ormai adulto rivestito di una specie di copertina. Se però sei curioso di sapere come continua, puoi scrivermi nei commenti qui sotto e chiedermi di continuare, lo farò con grande piacere!
Ricordati che se vuoi vedere la porta dal vivo puoi andare in piazza dei Miracoli a Pisa e avvicinarti alla cattedrale dal lato della torre pendente, sarà emozionante. Se ci vai non scordarti di raccontarmi come è andata.


Per l’adulto che legge
Ecco un approfondimento utile per i genitori che vogliono sapere qualcosa di più su questa porta, per meglio comprendere e spiegare tutto il racconto ai bambini.
Bonanno Pisano è il nome dell’artista che ha realizzato la porta per il transetto destro della cattedrale di Pisa, conosciuta come porta di San Ranieri (il santo patrono della città), nell’ultimo quarto del secolo XII. L’originale si trova nel Museo dell’Opera del Duomo, al momento in ristrutturazione, noi possiamo comunque ammirarne all’esterno una pregevolissima copia (le riproduzioni fotografiche sono proprio della copia).
Fino al ‘500 esistevano altre due porte di bronzo di mano di Bonanno sulla facciata della chiesa, prima che un terribile incendio le distruggesse; così per vedere un’altra opera di Bonanno bisogna volare fino in Sicilia, dove la porta di Monreale reca proprio la firma dello stesso artista.
Cosa significa dire che Bonanno è l’autore delle porte? Significa che è il responsabile del progetto e, secondo quanto ci dicono gli studi, ha curato la fusione del bronzo e le rifiniture a freddo, affiancato dagli aiuti presenti nella sua bottega, realizzando le singole scene separatamente e assemblandole in un secondo momento nella grande intelaiatura che ricopre il supporto di legno. La grande novità di queste porte, rispetto a quelle realizzate in precedenza, è che il racconto si snoda lungo entrambi i battenti, dal basso verso l’alto e da sinistra verso destra, e non su un battente alla volta. Per questo osservandolo sembra proprio di leggere una pagina di fumetto, anche se dal basso
;-)
Per ulteriori approfondimenti ti consiglio di leggere la biografia di Bonanno sull’Enciclopedia dell’arte medievale presente sul sito della Treccani, è un testo specialistico ma nel suo insieme comprensibile.

Un’ultima nota a margine: la storia raccontata è tratta dalla Bibbia ed è una storia. Il suo racconto non è un insegnamento catechistico e dipende esclusivamente da te il valore che vorrai dargli. Per me è una bella storia :-)

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